Splash
Non so quanti fortunati spettatori possono incappare la domenica pomeriggio in "Splash", programma per bambini dalle peculiarità irresistibili:
a) la trasmissione invita due classi di bambini e li sottopone a giochi di basso profilo;
b) la scenografia è fatiscente; se le telecamere sbagliano a riprenderla (non la centrano, cioè) si apre il vuoto siderale rispettivamente a destra e a sinistra della stessa. Più di una volta ho assistito alla caduta in diretta di pezzi di cartapesta
c) tutto il pubblico indossa magliette bianche con la scritta "Splash". Il font usato per questo logo è semplicemente anonimo;
d) ogni gioco e tutti gli interventi della conduttrice sono a tema: la trasmissione nasce col preciso intento di sensibilizzare bambini e spettatori (cioè io solo) al problema del consumo dell'acqua;
e) c'è una mascotte che vaga per lo studio per tutta la puntata: si chiama "Splash" ed è una goccia d'acqua con gli occhi. Cioè, è un ammasso di gommapiuma colorato male con le bombolette spray, da cui spuntano quattro arti.
f) la mascotte interagisce con due signori travestiti. Uno è Superaccadueò, l'altro è Dr. Sprecu (non volevo crederci)
g) ma, dulcis in fundo, descriviamola questa conduttrice: è la prova in ciccia e brufoli che non tutte le brasiliane devono per forza avere un fisico da urlo. Lei aggrava la situazione con un abbigliamento (stra)border-line e con ritocchi estetici fatti in casa: le labbra sono ripiene di boiacca idraulica, fluttuano in maniera pericolosa e non certo in sincrono col resto del corpo, specie i due ARGOMENTI che fanno capolino dalla sua magliettina strizzatissima. Ah, è una trasmissione per bambini, giova ricordarlo. Vabbè, i bambini sono puri ed innocenti, quindi è un mezzo per accalappiare i papà. E allora prendetene un'altra
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