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    A come Autoreferenziale

    di daveblog (13/01/2004 - 23:53)

    che fa riferimento esclusivamente a se stesso o ai propri bisogni, non curandosi d’altri o d’altro
    La definizione è troppo ristretta per essere adattata alla blogosfera, e va integrata. "Autoreferenziale" è proprio dell'atteggiamento del blogger che prende spunto da quello che scrive per citare se stesso. Spesso lo fa con link e rimandi a post presenti in archivio. Questo blog ad esempio è classicamente autoreferenziale, ma urge un distinguo. Esistono una autoreferenzialità benigna ed una maligna. La prima è propria della povera gente e dei b-blog (che costituiscono il 94% della blogosfera; il popolo, il fuoco che cova sotto la cenere): si cita se stessi, ma anche piccole realtà e compagni di merende. Il riferimento si esaurisce come un fuoco di paglia, non è pubblicitario e spesso rimane ignorato. La seconda forma, quella maligna, esce dai consueti canoni del fenomeno e diventa vera strategia aristocratica ed oscurantista. Secondo questa accezione, autoreferenziale non è qualcosa che si riferisce al singolo, bensì alla comunità. Qui però non si tratta di una comunità sana, ma di una sparuta e influente minoranza che a torto o a ragione si spartisce gran parte del bottino, dall'attenzione dei media all' ammirazione dei blogger di primo pelo. L'autoreferenzialità maligna è il cardine della popolarità di una vera blogstar, ed esercita su chi ne è fuori (me compreso, ovviamente) l'attrazione morbosa che può rivestire il Lato Oscuro della Forza. Nell'ordine degli autoreferenziali maligni, esistono gerarchie non scritte di forte impatto emotivo, ma è sbagliato pensare che il motore di questo circolo virtuoso sia necessariamente costituito dai blog più in vista (per i quali riconosco più il ruolo di tacito mandante): la comunità autoreferenziale è fatta di ogni genere di milizia, dall'abile allo smaliziato, dal viscido allo zelante, dall'inconsapevole allo stratega. Il loro raccordo certosino crea il fenomeno e lo alimenta. Senza l'opera incessante di queste api operaie, è perfettamente inutile che la regina deponga le uova. La crescità delle comunità maligne ha una cinetica molto rapida all'inizio della loro costituzione, per poi raggiungere un turnover molto lento e burocratico tanto in entrata quanto in uscita. L'arma su cui si basa l'intero fenomeno è la lista di link, una vera roccaforte contro le invasioni barbariche, un "di qui non si passa" eretto in bella vista e a monito perenne. Il visitatore incauto, che si imbatte sempre negli stessi link, finisce con l'essere assimilato fra i servi della gleba, perde in spirito critico e - stordito da tale compattezza - si adegua supinamente. Quello dell'autoreferenzialità, infine, è un uovo di Colombo ben custodito. Guai se il popolo sapesse. Sorgerebbero altre comunità maligne, anche più grandi, e all'oligarchia regnante mancherebbe il terreno da sotto i piedi, come inghiottita dalla spirale innescata.

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