X-files
Ci sono discipline sportive di cui eliminerei tranquillamente il commentatore. A che serve la voce della formula 1? E la persona che affianca il cronista del calcio per contribuire col suo commento tecnico ed esibirsi in un concerto di banalità che ha dell'assurdo?
Il non plus ultra però si raggiunge nello sci, che forse è lo sport che espone i telecronisti alle peggiori figuracce: proprio mentre commentano la pulizia tecnica e la perfezione stilistica di un atleta, arriva puntuale il rilievo cronometrico intermedio che li smentisce. Ed ecco allora il genio dell'improvvisazione, sul quale si misura il valore di un vero giornalista: c'è chi contesta il cronometro, c'è chi comunque si era accorto di quel piccolo errorino prima del dosso in alto, anche se non l'aveva detto perchè la sua religione glielo vietava, c'è chi ritiene che la colpa sia della sciolina. Vale anche il contrario, chiaramente: sciatori descritti come autentici disastri nell'esecuzione del gesto atletico, protagonisti di errori descritti nei minimi dettagli, che si presentano al traguardo con secondi di vantaggio. I più abili cambiano il giudizio in corsa, notano il "cambio di ritmo", chiaramente sempre dopo l'intermedio guastafeste. Anzi, si inventano che è stato proprio l'errore a caricarli e a spingerli a dare il massimo nella seconda parte del tracciato. Poi ci sono i gufi, quelli che "sta andando benissimo, vincerà", e si vede lo sciatore partire per la tangente.
Comunque, sono tutte cose che si accettano a cuor leggero, a patto di godersi lo spettacolo che la RAI ci regala quando fa fare le interviste a bordo pista al più grande oratore dei nostri tempi: Alberto Tomba. E' motivo di grande curiosità capire come riesca ad esprimersi esattamente come Gioele Dix quando ne faceva la parodia, pur leggendo le domande da un foglio.
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