Una decisione sofferta
Ho staccato il cordone ombelicale con splinder, e da bravo coccodrillo adesso mi dispiace un po'. Mi consolo pensando che non c'era momento migliore per farlo che la fine dell'anno solare: io ai numeri ci tengo. Quasi quasi rinuncio a ricopiare tutti i post e linko il vecchio blog come archivio, come fanno le persone normali.
Tanto più che mi risparmio un po' di bile quando ricopio i vecchi post e incappo in commenti mai letti, in quanto aggiunti, a distanza di mesi, da persone che arrivano grazie a google alla mia recensione di un loro idolo. E che fanno queste persone, come è logico? Mi insultano senza pietà (giustamente, do ut des)!
Questa è l'ultima, ad esempio
Davide scrive:
come sai, malgrado passati dissapori nati da parole poco gentili che ho pronunciato in passato sul tuo conto, il nostro rapporto è sempre stato fatto di reciproca fiducia e rispetto del ruolo dell'altro: il mio, quello di critico e notista di costume, e il tuo, quello di ballerino del ventre con licenza di stonare.
Ora, è proprio nel nome di questo antico legame che mi sento assolutamente in dovere di segnalarti l'orrida involuzione che stai attraversando; questo perchè stai correndo il serio rischio di rendere meno gradevole il tuo prodotto (...) al target che ti interessa, quello delle ragazzine coi brufoli e le zeppe che comprano Cioè.
LA CANZONE: mal sopportabile già in inglese, questo ritorno allo spagnolo è qualcosa di impronunciabile. Quando arrivi a dire "bailar con tigoooo" una scarpa vola immancabilmente verso radio o televisore. Il ritornello è peggio di Asereje
GLI ABITI DI SCENA: ad ogni tua apparizione la taglia della camicia viene stretta (siamo alla S, ad occhio e croce) e il giro vita avanza come la deriva dei continenti. Ne segue che i tuoi bottoni sono a rischio, e con loro i tuoi spettatori della prima fila (si dice che al Festivalbar un ragazzo di Merate sia stato trapassato da parte a parte; è ricoverato in prognosi riservata, ma pare che rischi l'asportazione della milza). Altro punto dolente i pantaloni: ma che dico i pantaloni, il Dimapant. Per essere così stretti c'è una sola soluzione: soffri di varici della circolazione venosa. Secondo me, per ottenere l'effetto Catwoman ti dipingi le gambe col lattice fuso
I CAPELLI: veniamo al punto davvero critico di questa tua trasformazione. Come ho già precisato in un post passato, se dovessi incontrare per strada uno con la tua capigliatura, gli consegnerei portafogli e orologio sulla fiducia; prima, cioè, che mi punti un coltello alla gola precisandomi il senso dell'incontro e la sua cortese richiesta di transazione economica. Lo scopo dell'orrida crescita di quei due ciuffi in avanti dovrebbe essere quello di pettinarli all'indietro per dare l'effetto volume Panten; il risultato è che quando ti agiti, gli stessi si aprono a sipario, rivelando le orride sembianze di una macchina da sudore sfigurata dalla fatica.
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