Ciao sono daveblog
Vedi il mio profilo


Gennaio 2004

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti

    Aggiungi al mio Dada

    Aggiungi al mio Dada

    Condividi i contenuti

    De.licio.us
    Categorie Recensioni

    GF4 - Il trash colpisce ancora

    di daveblog (29/01/2004 - 21:26)

    Chi uscirà tra Renato il troll ed Ascanio il principe de noartri? Ma soprattutto: chissenefrega? La sigla mostra un collage di immagini prese dalle scorse edizioni: Fedro che rutta e Flavio che sodomizza un cuscino, cose che rimangono impresse nella memoria. La D'Urso oggi è vestita da Barbarella, con gel a fiumi (entro domani le saranno caduti tutti i capelli, garantito) e bracciali luccicosi: il suo consulente d'immagine dovrebbe essere internato, niente di più. Inquadrano gli abitanti della casa, sono vestiti da... da? Non si capisce. Sembrano un improbabile incrocio tra cavalieri Jedi, astronauti e acrobati del circo di Moira. Collegamento con Liorni ed il solito manipolo di supporter prezzolati. Tristissimo siparietto con Pasquale Laricchia, "guardiano del tugurio", che arriva davanti alla porta rossa guidando il camioncino della frutta. La D'Urso si collega con i disperati e sfotte subito il trucido Bruno (che batte il record di cinque errori in quattro parole). Patrick confessa che Gig robot è il suo cartone animato preferito. Non ne avevamo dubbi. Trasmettono un montaggio dei fatti della settimana: si apprende che Patrick è odiato da tutti, che le ragazze già si insultano e si promettono legnate e che Ascanio ha sicuramente vinto il televoto (tacchina la sudamericana da tattico consumato: i suoi approcci sono tragicamente prevedibili, ma l'altro è ancora più ameboide). E' il momento della prova: balleranno sulla musica di Jeeg robot (ma perchè?!). Il balletto inizia con un po' di step e continua con episodi di fitness tra alcolisti. Il regista è impazzito. E' una cosa spaventosa, ciascuno balla una cosa diversa. Ogni tanto un uomo mima lo stupro di una coinquilina: fa parte della coreografia. Bob il satiro, travestito da Tafazzi, chiude lo spettacolo indecente con una verticale: cade, scava una voragine e per poco non trovano il petrolio. Barbara apprezza (figuriamoci). Tommaso si fa male: ha ricevuto una ginocchiata da Bob durante il balletto ed è rimasto sfigurato. A Venezia due sue fan si suicidano. Il giudizio del Grande Fratello è negativo (balletto impreciso, impegno penoso). I ragazzi imitano quelli dell'anno scorso e scelgono di cantare a prescindere dal risultato "Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai" (coma etilico). Da studio informano che questa settimana non ci saranno nominations. Esultano, falsissimi: dovranno tenersi Patrick per un'altra settimana. La D'Urso spiega perchè questa settimana niente nominations: uno dovrà entrare nel tugurio. Non si comprende il nesso. Bruno viene chiamato nel confessionale, dovrà indicare un candidato al tugurio (ecco il nesso) tra i peggiori nell'espletamento della prova. Sceglie Renato. Tocca a Letizia, l'esoterica di questa edizione. Sceglie Patrick (toh!). Quest'ultimo (sfottuto per i capelli per l'ennesima volta), vota se stesso. Glielo impediscono (ma vai a zappare!) e opta per Ascanio. E' un momento di una lentezza esasperante. Katia, la gallina bionda, vota Patrick (ma le "piange il cuore". Certo, certo). Sospendono quest'agonia e mandano un servizio sulla storia settimanale della coppia padre/figlia. Lui è un ipocrita di quelli rari: lascia la figlia quando ha 4 anni e dice di essere entrato nella casa del GF per vederla dormire. Fanno senso; lei prende ormoni, non c'è altra spiegazione. L'incesto è programmato verso il 37esimo giorno, rimanete sintonizzati. Erika la zotica nel confessionale. Ma come cavolo parla, questa? Manda Ilaria affantugurio. Il dj sfigurato vota Patrick (che potrebbe portarsi avanti e fare già le valigie); è la volta di un servizio in cui Liorni intervista la madre di Ilaria ed il padre di Domenico (o chi per loro, c'è una confusione pazzesca). Beghe familiari in salsa Morelli. La madre è ambiguissima. Sparlano un po' del fidanzato 44enne della ragazza; il nonno, molto diplomaticamente, chiarisce che "gli fa schifo". Mostrano alla nonna un filmato del figlio che la rinnega: la donna piange. Sono bei momenti, eh? La D'Urso perde il senno e commenta: "c'è un po' di parapiglia in questa famiglia, scusate il gioco di parole". Anche Ilaria vorrebbe autovotarsi. Siccome non può, sceglie Patrick. Il padre Domenico invece vota Ascanio (tutta Italia vuole il principe nel tugurio). Come da tradizione, i ragazzi iniziano a mangiare. Hanno 10 ore per alimentarsi, ma devono mangiare sempre durante la diretta: patologici. La D'Urso sbaglia regolamento, consecutio temporum e concordanza dei verbi: è un fallimento su tutti i fronti. Bob entra nel confessionale: non sembra un'idiota, ora che lo guardo meglio. "E'" un idiota. Si lamenta del fatto che i suoi coinquilini vanno a letto troppo presto (alle 4 del mattino), così è costretto a vagare per la casa da solo. Ha due passioni: le moto e le donne. Vota Ascanio (evvai!). Anche Serena (la pazza furiosa) vota il principe. Ascanio, da par suo, vota Patrick (doh!). L'aggiornamento dice Patrick 5, Ascanio 4. Collegamento con Pasquale dal tugurio. Finge di fare le pulizie e mostra gli optional della stanza: letti di legno, acquaio pieno di piatti sporchi, bagno turco, doccia sporca con acqua ghiacciata. Nel frigo una Simmenthal e due scatolette di sgombri sott'olio. Terminato questo infimo spettacolo, tocca a Carolina nel confessionale. La sudamericana vota Patrick (accidenti!). E' la volta di Renato, che rumina una gomma dalla settimana scorsa; gli chiedono di sparlare Ascanio: esegue con voluttà. Chiedono lo stesso al principe recluso nella stanza delle sorprese, che giudica il compagno "troppo bestia per stare in casa". Che principe. Si ricollegano con Renato; capito tutto: vogliono fare una specie di intervista doppia; viene malissimo, tempi di attesa letali per aprire e chiudere l'audio. Per finire (la pazienza), Renato vota Ascanio. Stanno 6 a 5. La scaletta del programma è tutta sgangherata. Ma chi se ne importa di chi entra nel tugurio, c'era bisogno di fare una votazione? E l'avete spiegato agli inquilini che non sono nominations? E' l'anarchia. Liorni intervista gli amici di Ascanio (fighetti). Rivelano che Ascanio si è tatuato sul collo la copertina di un gioco della Playstation. Liorni si preoccupa della pubblicità occulta (ma se prima avete inquadrato una Simmenthal?). La D'Urso sta per annunciare l'escluso. I due si odiano. Iniziano a sfracellarci i cosiddetti con la storia delle buste portate da Mario. Sette ore di suspance, ed esce Renato. La pazza furiosa canta. Baci falsi schioccano nel disinteresse più totale. Il dj tiene il ghiaccio sul labbro da due ore. Bob spiega a Renato che là fuori lo attendono "mille domande". Ne basterebbe una: "ma chi caspita sei?". Lo sbattono fuori senza tanti complimenti. Abbracci tribali con gli amici finti. Continua a masticare come uno zotico. In casa lo sparlano subito e lecchinano Ascanio con litri di bava. Bruno: "A regà, cominciamo a mette' a pentola?" Comunicano a Patrick il risultato delle votazioni: andrà nel tugurio. Anzi, ci va subito. E' felice e spavaldo. La D'Urso comunica ad Ascanio che anche lui entrerà nel tugurio. Lo prendono in giro. Cerca di portarsi del cibo, lo bloccano. I due abitanti del tugurio si abbracciano e fanno finta di pulire. Entra Pasquale e gli scarica sul tavolo tre sacchi di cipolle: dovranno preparare una zuppa. Renato entra in studio e sputa veleno su Ascanio (ha ragione da vendere, peraltro). Presentano un nuovo concorrente: Romina, un'inutile argentina sfiatata che indossa una pecora. Dovrà umiliarsi uscendo da una torta mentre i ragazzi vengono tenuti chiusi in una camera con una scusa. Uno si chiede: ma perchè questi siparietti? Uscita dalla torta, viene trafitta da lampi di odio da parte delle ragazze. E' il momento della proclamazione del migliore della prova: Serena vince una sorpresa (suggerisco una corda ed un lampadario). Finisce qui. Io lo so che prima o poi ci ricascherò, ma per quel che vale: MAI PIU'.

    Vota questo post

    Al Cinema per il Re

    di daveblog (28/01/2004 - 20:31)

    Posto che l'ultima volta in cui sono andato al cinema in Gennaio proiettavano un lungometraggio dei fratelli Lumiere, non parlerò del film (potente, efficace, rispettoso) perchè altri l'hanno fatto meglio di me (Blackho, se usassi i permalinks, ti linkerei. Passa a Clarence, già che ci sei), ma vorrei piuttosto dire due cosette sulla qualità della visione e sulle condizioni inumane che ne hanno caratterizzato lo svolgimento. Passi per i due ruminanti davanti con le patatine, i pop corn e a momenti la pasta con le sarde, passi anche per le 4 ragazzine che dietro di me hanno pianto dall'inizio (Frodo si sbuccia un ginocchio) alla fine (Frodo scopre di avere il colon irritabile), ma c'è una e una sola tipologia umana che in un consesso civile non riesco proprio a tollerare: il padre deficiente. Una madre infaticabile partorisce da qualche parte questi individui, senza soluzione di continuità: qualcuno la trovi e le leghi le tube di Falloppio con un doppio nodo. Il padre deficiente vive al cinema, se ci fate caso, non altrove. Nessuno sa dove esattamente, probabilmente sotto le poltroncine. Ecco perchè è sempre pronto a sedersi accanto a voi: lui ci vive, lì. Un attimo di distrazione e zac! si siede accanto a voi assieme a tutta la figliolanza. Complemento immancante del padre deficiente è la figlia piccola (deficiente), che gli fa da spalla. Ora, perchè tanto odio, direte voi? Il padre deficiente ha un solo obiettivo nella vita: ROMPERVI LE SCATOLE. La sua telecronaca inizia al minuto uno e continua per tutto il film. Il tenore dei commenti è infimo: ci tiene a far capire alla figlia che lui è in grado di prevedere lo svolgimento della trama, e si lancia in spericolate premonizioni. Ne sbaglia 3 su 5 e le due che azzecca si riferiscono ai flashback. Tende a sminuire tutto. Chiama "grosso topo" il mostro cavalcato da un orco, esulta se Frodo è in difficoltà ("Oooh, finalmente muore"). E' come se si preoccupasse di dare alla figlia un'idea di sicurezza: se l'Orco ti attaccasse, papà lo stenderebbe con un pugno. E' un deficiente, l'ho detto. A metà film inizia a commentarne la qualità: "è lento". "Lento" è la classica bestialità che dicono i padri deficienti. Un uomo che ai suoi tempi aveva film come "Catene" e "Mamma non piangere" e per sentirsi giovane deve dare del "lento" al più improbabile dei film lenti. A metà del film dichiara solennemente alla figlia che "Harry Potter sì che è divertente, vuoi mettere?". A tre quarti di film è in estasi da battaglia, ma chiaramente non tace, perchè è impressionato e deve esorcizzare. Verso la fine del film è in grado di esprimere giudizi definitivi: "11 Oscar? A me non è piaciuto". Il padre deficiente sa sempre quando il film sta per finire, e deve fare il figo con le figlie: "è finito, andiamocene". L'ha fatto quattro volte, si è dovuto risedere altrettante. Certa gente se lo merita proprio, "Natale in India".

    Vota questo post

    GF4 - considerazioni sparse

    di daveblog (22/01/2004 - 21:25)

    La sigla quest'anno fa schifo. La D'Urso ha ucciso un pitone e ne indossa i resti. Il pubblico in studio è inquietante, sembrano degli evasi. Liorni indossa un orrido dolcevita bianco. La casa. Corridoio color bianco Invernizzina modello limbo. La D'Urso spiega le nuove regole: non si capisce niente. Passa a descrivere il "tugurio", stanza delle punizioni. Liorni mostra gli ambienti: piscina, giardino con ulivo (per le impiccagioni) e la nuovissima "stanza delle sorprese" (macabre, ci si augura). La casa è neoclassica (dicono), sembra che ci sia stato il terremoto (dico). La suite è pacchiana come non se ne sono mai viste, in stile Star Trek. Lo descrivono come un posto da sogni: oscena. I concorrenti: la prima è Erika, lavora in un'agenzia di comunicazioni. Un mostro. Ha una voce che farà rimpiangere la de Blanc, sembra Asia Argento dopo un frontale con un automezzo cingolato. La seconda è Katia, che si definisce malata di shopping. Sembra un trans. Le due, falsissime, si salutano con uno slancio che manco le Tatu. Mostrano ad una delle due il padre da studio, che non si accorge della figlia (magari non è la sua, cerchiamo di capirlo). Le due ragazze, che da ora per comodità chiameremo "Le galline" entrano nella casa. Una ha il coraggio di dire: "quella è la mia sedia preferita". Tutti, si sa, abbiamo una sedia preferita. E' la volta di Carolina, un clone di Fernanda Lessa, di cui ci mostrano le passate esperienze televisive: ma... ma... è Carolina Marconi, certo! Lavorava a Telemontecarlo (le so tutte). Tocca a Carmen, ballerina, altra presenza etnica (è pieno di personaggi identici). Anche loro si lanciano in effusioni, entrano in casa e socializzano con le due galline. Si spartiscono i letti, all'interno di una stanza microscopica. Luoghi comuni a tempesta: le 2 sudamericane col fisico da modelle secondo le compagne che le hanno appena conosciute "mangiano tantissimo" e "sicuramente sono allegre". Ancora presentazioni: Ilaria, 19 anni e mostrarne 35. Sta con un uomo di 44 anni e presenta i segni della menopausa. Il cugino le dice "Taranto è con te". Ma se manco sanno chi è? E lei: "sei grande anche tu". Ma che c'entra! La fessa entra nel corridoio bianco e inizia a commentare "è bellissimo". Un corridoio deserto. Mah. Entra, vede le sudafricane e, testualmente: "ammazza, belle gnocche". Sorpresa (...): mostrano il padre, entrerà anche lui, e lei non lo sa. Ooooh. Le ultime due donne: Serena, che sembra mentalmente instabile, e Letizia, che dice "la seduzione è un'arte" e parla come la Pivetti. La prima, travestita da Sailor Moon, conferma le impressioni immediate, anzi, è completamente pazza; entra come un'esagitata con un coniglio di peluche. Le due nuove arrivate si salutano con freddezza (già si odiano, lo vedo). La D'Urso non si sopporta, le chiama tutte "Piccola". Entrano. La pazza urla, entra e va in bagno. Fanno nascondere le donne nella stanza delle sorprese, perchè possano spiare l'ingresso degli uomini (meta-reality). Il primo, Patrick, è una specie di modello rinfoltito col cervello di una pigna ed il riporto da leggenda. Porta con sè un quadro (una crosta) dipinto in memoria della sua ultima ragazza. Penoso. Da studio lo sfottono subito sui capelli. Entra e manifesta l'intenzione di andare subito in bagno. Apre le porte del tugurio e della suite (il furbone), lo risfottono sulla frangia. Le donne commentano: sembra "Alvin Superstar". E' un uomo sessualmente finito. Signore e signori: Bruno, un trucido repellente con una catena al collo da sette chili, e Tommaso, il dj piacione che ispira odio alla prima occhiata. Intanto il rinfoltito afferma di avere un debole per le bionde. L'unica bionda medita il suicidio. Altro concorrente, Robert, un rotondo satiro dei boschi. I tre entrano nella casa e le donne commentano "ma fa parte del set dei 3 porcellini?", riferendosi proprio al satiro, che comincia a manifestare attitudini burine non indifferenti. L'ideona: chiudono i maschi nel confessionale e fanno uscire il pollaio dalla stanza delle sorprese. Poi l'incontro, e tra i due gruppi è subito il fuggi fuggi generale. Tutti terrorizzati. Per l'orgia ci sarà tempo. Una sudamericana ha capito il segreto del successo: si è già lanciata sul satiro. Intermezzo con Floriana dentro il tugurio, fasciata dentro un vestito rosso attillatissimo (un cotechino, praticamente): ci mostrano il giaciglio di paglia ed il bagno alla turca. E' pur sempre meglio della suite in stile Star Trek, comunque. E' il momento del papà della ragazza, Domenico, un uomo grigio di una tristezza non indifferente, specie per la giacca alla Matrix. Entra: è il panico. La figlia sorride a cattivo gioco; anche gli altri sembrano preoccupati, anche perchè il nuovo entrato è venti centimetri più alto della media della casa: Gulliver nel villaggio dei puffi e del satiro, che pascola. Dopo trenta secondi di sorriso falso, si scatena il risentimento della figlia, prossima ad una crisi di nervi. E probabilmente all'omicidio. Colpo di scema (la D'Urso). Una tra Carolina e Carmen deve uscire. Lo dicevo che erano doppione... Una ha gli occhi lucidi, gli altri la consolano: "E' un gioco, non prendertela!" (eccerto, troppo facile, che vi frega?). Nominations. Motivazioni risibili: si conoscono da un'ora ma già c'è chi ha legato più con una che con l'altra. Altri sparano un nome a caso (ma dicono tutti lo stesso). Una dice che sono entrambe grandissime persone (aaaargh), un altro decide lanciando un santino di Padre Pio, un'altra - ubriaca - afferma "anche se ho legato molto con Carolina, voto Carmen" (???). Totale: Carmen fuori a calci. Le ipocrite se la sbaciucchiano come se partisse per la guerra: "poi ci vediamo", "se sei arrivata qua comunque vuol dire che... stai tranquilla" (ma che vuol direeee), "mi raccomando" (ma di che cosa!?). Si apprende che entreranno due sfigati che si sfideranno al televoto. Il primo, Renato, si pettina con i petardi. Il secondo, Ascanio, andrebbe picchiato già solo per il nome. E' un principe pluritatuato pronipote di papa Pio XII (che ha già iniziato i rivolgimenti nella tomba). Entrano nel bel mezzo del festino (pur di non comunicare gli inquilini si strafogano) e si presentano. Si formano i primi gruppi: gli alcolisti anonimi, le peripatetiche, padre e figlia che s'imparanoiano in disparte. In studio arriva la prima eliminata, depressa (ma le brasiliane non erano tutte allegre, dicevano quelle microcefale?); la D'Urso la liquida in quattro secondi, consegnandola ai delegati dell'istituto di igiene mentale. C'è un letto in meno e un sacco a pelo a disposizione: se lo litigano in tre. Il padre fa il giovane: propone il bagno in piscina e afferma con fare consumato che quello di quest'anno è un gran gruppo. Gran gruppo, sì. Bisogna capire di cosa.

    Vota questo post

    Il Nuovo

    di daveblog (22/01/2004 - 11:59)

    Qualcuno faccia qualcosa per questo povero giornale on line. Un tempo vi attingevo tutto il becerame che passava il convento, adesso si è ridotto ad un opuscolo avaro di soddisfazioni e dalla grafica deprimente. Tgcom, almeno tu, non abbandonarmi. Voglio che le mie fonti mantengano una parvenza di serietà: non costringetemi a fare uso di siti deprecabili come dagospia o gossipnews (dove però si apprende di un interessantissimo bacio tra Rocco Casalino e la sobria contessa Pinina Garavaglia, mica cotiche)

    Vota questo post

    Lettere al Daveblog

    di daveblog (18/01/2004 - 10:56)

    Mi scrive Camilla, in preda ad un comprensibile moto di orrore, per segnalarmi il sito www.luckystar.too.it. Per riprendere le sue parole, per le quali ringrazio vivamente, "le tipe che l' hanno fatto hanno davvero seri problemi a livello neuronale, psicologico e sociale". In effetti nel sito si apprende nell'ordine che: a) le Lucky star sono dotate di "bravura, simpatia ed umiltà". Alla fine, almeno qui, un rigurgito di lucidità ha evitato riferimenti alla bellezza. Ma è durato un attimo, perchè da qui in poi ogni riferimento è improntato al fanatismo mistico-religioso; b) per una delle fondatrici, tale Lucia, una delle tre cantanti (?) è come "un piccolo angelo o una stella che appariva puntualmente a regalarmi sorrisi quando qualcosa non andava per il verso giusto". Padre Pio, praticamente. c) di Colomba invece, Cinzia dice: "lei per me è il sole che illumina la vita, riempie le mie giornate di gioia e mai tramonterà. E' difficile scrivere a parole quello che questa preziosissima ragazza rappresenta per me, nemmeno un libro intero scritto su di lei potrebbe far capire quanto la stimo, le voglio bene. Sono pronta a fare tutto per lei pur di vedere tutti i suoi desideri e sogni realizzarsi". Sembra il copione di "Sposerò Simon Le Bon", e invece è tutto vero. d) la perla, infine, è di Mary: "Se un tempo mi avessero chiesto che faccia hanno gli angeli non avrei saputo rispondere, ma da quando la dolce voce di Emma ha fatto vibrare le corde del mio cuore sono stata in grado di identificarli [...] ho sentito che dovevo fare qualcosa per quell'affascinante e misterioso folletto che mi era capitato davanti ed infatti eccomi qua pronta a seguirla nel suo cammino". Amen

    Vota questo post

    Uno che ce l'ha fatta

    di daveblog (04/01/2004 - 10:24)

    Ottimo e sottile (in tutti i sensi) l'esordio del nostro skidx su gnueconomy. Nella mia crono-scalata alle blog-posizioni più prestigiose sto certamente sbagliando qualcosa: non c'è un blog-aggregator, dico uno, che abbia accettato una mia sottoscrizione! Eppure mi lavo, giuro. E a proposito di lavare... skidx, non è che vorresti lavata la macchina?

    Vota questo post

    Gemelli diversi

    di daveblog (27/12/2003 - 18:32)

    Partiamo dalla cosa più ovvia, la canzone. Se con Mary si era raggiunto il fondo, con Tu corri abbiamo comprato la supertrivella ACME e viaggiamo decisi verso il centro della terra. Un testo rubato alla Melevisione, ma cantato (?) con la partecipazione di attori consumati delle soap latino-americane. Niente è lasciato al caso: se la canzone dice cuore, loro si toccano lo sterno. Se dice soldi, strofinano pollice e indice a favore di telecamera. Se dice pensiero, si toccano la fronte: caso esemplare di strazio canoro accessibile anche ai non udenti. I gesti sono accompagnati da delirium tremens di chiara matrice alcolica, gli abiti di scena sono un pregevole mix di eleganza bovina, con capi rubati al guardaroba di macellai, buttafuori da discoteca e venditori di bigiotteria all'ingrosso.

    Vota questo post

    I Cosplay

    di daveblog (16/12/2003 - 22:20)

    Una simpatica lettrice di questo blog mi ha segnalato il suo sito dedicato ai cosplay, lasciando intendere maliziosamente che io non avessi idea di che cosa si trattasse. Con aria più sborona che mai ho abbozzato un sorriso pensando "ma che, questa mi prende per scemo? Lo so benissimo che sono dei cantanti, potrebbe fare più attenzione a come scrive il nome del gruppo, piuttosto!". Ovviamente la sua scarsa fiducia sulle mia conoscenza delle diavolerie di questo secolo era assolutamente appropriata: i cosplay sono - mi corregga se sbaglio - dei costumi amatoriali realizzati sulle fattezze dei personaggi dei fumetti o degli anime. Sono scoppiato a ridere non appena ho visto Doraemond e Arale e a momenti mi commuovevo con la regina Himika, ma ho rischiato il colpo apoplettico appena ho visto questo. Argh.

    Vota questo post

    Fiocchi PAI trasparenti 150 gr

    di daveblog (16/12/2003 - 16:13)

    La confezione recita: snack a base di patate, con: fecola di patate, patate disidratate (35%), olio vegetale, sale. Ancora la confezione: "Perchè trasparenti? Per vedere che siamo: freschi, croccanti, leggeri, buoni, irresistibili e belli". A parte la modestia, chi è che si è occupato della concordanza di genere? Comunque sono effettivamente buonissime; assomigliano alle Cipster ma sono molto più grandi. Provale anche tu! (ahem, la sindrome di Wanna Marchi, scusate.) E' in corso il test digeribilità confezione media.

    Vota questo post

    Pastamore DeLonghi

    di daveblog (27/11/2003 - 08:54)

    E se fosse proprio lei la soluzione ai miei problemi con lo scolapasta? L'acquisto definitivo? Sorvolando sul nome assurdo, non posso negare di essere rimasto insensibile allo spot che ne annuncia l'arrivo sul mercato: idiotissimo! La Pastamore è un elettrodomestico con diversi scomparti separati che vanno caricati ad acqua, pasta e sugo. Si imposta il timer, e all'ora prefissata l'acqua inizia a bollire, la pasta viene calata automaticamente e probabilmente condita (questo dallo spot non si capisce). E il sale? Un braccio meccanico gira gli spaghetti, e al termine della cottura suona l'allarme e il cestello si alza da solo (magia!). Ora, si può rimanere indifferenti ad una meraviglia di questo genere? Per di più lo spot è corredato da immagini che hanno dell'incredibile: per dimostrare che "Pastamore cucina per te, e tu puoi dedicarti ad altro" mostrano le immagini della famigliola scema (mamma, papà, nonna e bambino) che gioca a moscacieca in cucina. Ma si può?! E quando la Pastamore ha finito, la nonna fa una faccia come se avesse visto il miracolo di San Gennaro.

    Vota questo post

    La fiction

    di daveblog (22/11/2003 - 12:01)

    E' arrivato il momento di dichiarare pubblicamente la mia antipatia per un genere che in Italia fa furore. Ora, si sa che io digerisco senza battere ciglio turpitudini televisive anche più spudorate, ma lasciatemi almeno l'orgoglio di affermare che se c'è una cosa che non guardo mai (se non quel poco che mi è servito per farmene un'idea) sono proprio questi surrogati di pseudo-cinema. Il genere è innanzitutto molto inflazionato: prendete una qualsiasi serie di successo e vi accorgerete che è già arrivata alla terza o quarta edizione; e non importa di quale serie si tratti, ma state pur certi che vi troverete dentro sempre le stesse sceneggiature. Esistono filoni molto collaudati, e la sensazione che tra film e film alla fin fine a cambiare sia solo il titolo è molto forte:

    1) le agiografie: secondo me, molti italiani guardano le fiction sui santi, trasmesse ad arte in prossimità dell'omonima ricorrenza, perchè pensano di ricevere una sorta di indulgenza plenaria risparmiando qualche giorno di purgatorio. Uno ci prova, hai visto mai... Il brutto di questi polpettoni è che spesso la trama gira attorno ad un episodio celebre (che in genere è il martirio) a cui vengono dedicati i 10 minuti finali, mentre tutto il resto è un brodo allungato con episodi stucchevoli figli della fantasia perversa degli sceneggiatori. Alla fine della fiera non bisogna nemmeno essere santi (Soraya) o basta essere in procinto di diventarlo (Salvo D'Acquisto, Madre Teresa, Il papa Buono, Silvio Berlusconi), per meritare un ricordo così indecente, commerciale e tutto meno che commosso; in fondo c'è spazio per tutti, basta aver sofferto un bel po';

    2) le grandi tragedie: Vajont, Marcinelle. Si distinguono dalle prime perchè occorrerebbe fare un charter di possibili santi (e in genere il 70% dei personaggi è inventato); sono film che sfruttano ancora e a distanza di anni l'effetto Titanic: prendi due attori con l'espressività dei filetti di platessa Findus, fagli vivere una torbida storia d'amore da romanzo Harmony e appena sembra che tutto stia andando per il verso giusto, fagli piombare la disgrazia tra capo e collo;

    3) le fiction sulle professioni: carabinieri, medici, poliziotti, commesse, shampiste. Qua si raggiunge il non plus ultra del già visto. Puntata numero uno: ci si conosce. Puntata numero due: l'anoressia; tre: piccole vicende di droga nell'anonima provincia italiana; quattro: l'amico della cugina della cognata del salumiere non accetta la sua omosessualità. Questo genere ha le sue icone: Sabrina Ferilli e Nancy Brilli tra le più irritanti. Basta la loro presenza perchè la fiction ne guadagni un valore aggiunto, quando di fatto rappresentano l'esemplificazione più luminosa del concetto di "fatti un nome e vai tranquillo"; e poi ovviamente ci sono le dilettanti e i dilettanti allo sbaraglio (Manuela Arcuri, Elisabetta Canalis, Marco Columbro, Fabrizio Frizzi...), perchè un filmetto di serie B non si nega proprio a nessuno, anzi, è un buon modo per riciclarsi o sentirsi arrivati, in base ai punti di vista;

    4) la fiction storico/mitologica: che è certamente tra le più insulse. Da notare, in queste fiction, che il titolo è sempre e solo il nome del protagonista ("CESARE", "ULISSE", "ER PIOTTA"), nel disperato tentativo di aggiungere enfasi ad una vicenda che già ci annoiava sui banchi di scuola, figuriamoci se somministrata in dosi eroiche da 2 puntate di tre ore ciascuna. Si tratta in genere di produzioni internazionali, strombazzate come kolossal costosissimi (ma che rivelano sceneggiature e costumi dozzinali 9 volte su 10) e delle quali gli spot televisivi decantano il cast come se si trattasse di un ritrovo di attori hollywoodiani. Prendete Augusto, la prossima ciofeca annunciata targata RAI: il cast gira attorno ad un attore in pensione ma Oscar-munito, Peter O'Toole, cita altri 2-3 semi-conosciuti e poi piazza lì Massimo Ghini e Anna Valle. Ed ecco che la mega produzione internazionale diventa un po' più de noartri.

    Vota questo post

    Categorie Recensioni